Resoconto del Red Day Italy – parte 2
Continuiamo con la seconda ed ultima parte del resoconto del Red Day Italy. La prima parte del resoconto è disponibile qui.

La Scarlet è la sorella minore della Epic e della Red One, ed è dotata di un sensore a 3k, da 2/ di pollice. È naturalmente più piccola della Epic, ma condivide con questa la modularità e la possibilità di usare gli stessi accessori. In particolare, è stato mostrato il nuovo viewfinder digitale, già funzionante e compatibile anche con la Red One (su cui è stato mostrato in anteprima).

È molto più piccolo e compatto di quello attualmente disponibile per la Red One, adatto anche a un utilizzo fotografico. Come la Epic, è stata pensata in maniera modulare, in modo da essere utilizzabile (con minime modifiche e non solo), in contesti anche molto diversi. Dovrebbe costare meno di 3000$. Una lezione imparata con la Red One è quella di non dipendere da un solo produttore per gli accessori non realizzati direttamente da Red, quindi per la Epic e la Scarlet questi componenti saranno realizzati da più di un fornitore, in modo da evitare il più possibile ritardi nelle consegne dovuti alla scarsità di componenti.
Le Epic dovrebbe essere disponibile in estate, la Scarlet per la fine dell’estate (lo sviluppo della Scarlet segue quello della Epic). Per la Epic è prevista la possibilità di upgrade per chi avesse attualmente macchine Red One, a condizioni agevolate, ed esiste anche la possibilità di aggiornare la propria Red One col solo sensore Mysterium-X (c’è già qualche produzione in corso girata in questo modo, ad esempio con Steven Soderbergh). Questa operazione, una volta messa in atto, dovrebbe avere una tempistica di un mese (per cui chi fosse interessato a farlo dovrebbe prevedere la possibilità di utilizzare una camera di riserva nel periodo dell’aggiornamento).
Novità interessanti anche per quanto riguarda la post-produzione. Sono state mostrate le capacità di Red Rocket, una scheda hardware da inserire nei Mac e PC, che permette la riproduzione di flussi nel formato nativo generato dalle camere Red (.r3d), fino a 4k, in tempo reale, per le applicazioni che utilizzano l’SDK Red per riprodurre i contenuti. In particolare, è stato mostrato in accoppiata ad Assimilate Scratch, di cui è stata fatta una veloce ma efficace dimostrazione relativa all’importazione di EDL di montaggio, l’associazione ai file a 4k girati con Red One, la color correction e la finalizzazione, oltre alla creazione veloce di giornalieri (con esportazione immediata garantita dalla presenza di Red Red Rocket). È stato inoltre presentato il bundle Rocket Fuel, che include Scratch Cine (una versione ridotta di Scratch specifica per materiale Red e con la sola correzione primaria), Red Rocket e una Scheda grafica NVIDIA Quadro FX 3800 con uscite SDI per la preview in tempo reale, disponibile ad un prezzo di circa 10000$. La dimostrazione è stata effettuata da Assimilate utilizzando una superficie di controllo hardware Tangent.

Red ha iniziato inoltre a muovere i primi passi, oltre che nella produzione di macchine da presa e hardware e software per la post-produzione, anche in quello della produzione, con l’acquisizione dello studio Metro, ribattezzato Red Studios.

È stata inoltre data una dimostrazione del sistema Quantel Pablo, con superficie di controllo hardware dedicata, a cura di e-motion, che ne ha dimostrato il flusso di lavoro anche in stereoscopia, col materiale girato utilizzando il proprio rig basato su camere Red One, montate con setup a 90° a specchio, in configurazione parallela con image shift (con possibilità, oltre a variare dinamicamente la distanza interoculare, anche di previsualizzare sul campo mediante anaglifi lo scostamento delle immagini e quindi il punto di convergenza virtuale). I filmati realizzati da e-motion sono stati mostrati sul proiettore Barco a 2k mediante sistema Dolby 3D, di cui parleremo presto in un articolo specifico.

In definitiva, la giornata è stata piuttosto interessante, oltre che per la presentazione delle novità relative a Red One e alle future macchine da presa, anche per la dimostrazioni di due diversi flussi di lavoro relativi alla post-produzione e le esperienze legate alla ripresa ed elaborazione sterescopica, terreno ancora vergine, soprattutto in Italia.
Nota: purtroppo le foto che accompagnano il testo sono di qualità bassa per via di un imprevisto tecnico.







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